Come scegliere lo specialista giusto per evitare sgradevoli imprevisti?

Plasmare il corpo per renderlo più bello. Correggere le imperfezioni e attenuare i segni che il tempo inevitabilmente impone. O riportare all’integrità un parte di noi lesionata da una malattia o da un trauma.
Il ricorso alla chirurgia plastica è ormai, per le più svariate esigenze, routine.

Ma la domanda di fondo è: come scegliere lo specialista giusto per evitare sgradevoli imprevisti?

Innanzitutto, bisogna accertarsi che il medico prescelto sia effettivamente un chirurgo plastico. Può sembrare incredibile, ma c’è chi pratica questa professione, delicatissima, senza avere le necessarie competenze. Uno strumento pratico ed efficace per verificarlo è visitare il sito della Sicpre (www.sicpre.it), la Società italiana di Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica: raduna la stragrande maggioranza degli specialisti.

Una volta approdati poi nell’ambulatorio del chirurgo, per valutare la sua professionalità, cruciale è il modo in cui si svolge la visita.
Lo specialista serio ascolta con attenzione la persona e pone quesiti sul suo stato generale di salute, su eventuali allergie, nonchè sui farmaci che sta assumendo.
Chiede le ragioni che hanno spinto il paziente a decidere di sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica, anche perchè queste possono essere non solo di natura estetica, ma avere talvolta anche una matrice psicologica.
Ma non solo: un chirurgo serio indica sempre con chiarezza gli esami da fare prima dell’operazione, gli eventuali rischi e i tempi di ripresa, e sottopone alla firma del paziente il cosiddetto “consenso informato”, il documento che illustra in maniera dettagliata tutte le possibili complicazioni dell’intervento.

Resta sempre fondamentale il fattore empatia: tra chirurgo e paziente deve scattare la “scintilla”…no, non parliamo di amore, ma almeno di una sorta di umana simpatia, condita da una buona dose di fiducia!

Infine, quando si arriva a pronunciare il fatidico “sì” all’intervento, bisogna informarsi bene sulla struttura in cui si verrà operati, anche se si prevede solo un’anestesia locale o un regime di day hospital.

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Sfatiamo un po’ di luoghi comuni sulla mastoplastica!

L’intervento di mastoplastica additiva o riduttiva è spesso visto con paura dalle donne che temono di non potere allattare, di avere delle grosse cicatrici o di dover sostituire le protesi dopo anni. Sfatiamo allora un po’ di miti e luoghi comuni sulla mastoplastica.

Si può aumentare il seno senza chirurgia? Come? Con quali risultati?

Oggi si preferisce parlare di mastoplastica additiva come intervento di miglioramento della forma e del volume del seno, piuttosto che come mero ingrandimento del seno. Il concetto primario è ottenere un risultato naturale, il seno aumentato deve sembrare naturale. Questo risultato può essere ottenuto mediante il riempimento del seno con il proprio grasso (lipofilling), oppure con la protesi di silicone. Dall’aprile 2012 non è più possibile migliorare la forma del seno con l’acido ialuronico, sembra infatti che questa sostanza impedisca un’attenta lettura delle ecografie e mammografie.

È vero che non ci si può sottoporre all’intervento di mastoplastica d’estate?

L’intervento di mastoplastica può essere eseguito in qualunque momento dell’anno; anzi d’estate vi sono molte più richieste perché il paziente desidera far mostra del nuovo decolleté. Certo bisogna essere consapevoli che dopo l’intervento occorre un periodo di convalescenza di diverse settimane e l’attività ricreativa al mare è limitata.

Le cicatrici sono visibili?

Le cicatrici della mastoplastica additiva sono generalmente poco visibili, sempre più spesso si tende a nasconderle all’interno dell’areola dove si confondono perfettamente.

Per l’intervento di riduzione del seno è necessario inserire una protesi?

La riduzione del seno non richiede l’uso di protesi; il tessuto mammario viene ripiegato su se stesso (conizzazione) producendo un rigonfiamento (autoprotesi autologa) che simula il rigonfiamento di una protesi.

Che durata hanno le protesi? È vero che bisogna cambiarle dopo un tot di anni?

Grandissimi passi avanti sono stati fatti nei materiali e nelle tecnologie impiegati per la produzione delle moderne protesi mammarie. Le protesi di ultima generazione non vanno sostituite e sono garantite dalla casa produttrice per la durata di vita del paziente. Bisogna utilizzare solo le protesi di altissima qualità che offrono un certificato di garanzia ed una targhetta di tracciabilità. Inoltre sono obbligatori controlli medici e strumentali periodici. Le protesi mammarie di moderna generazione non vanno sostituite ma controllate periodicamente.

Si può allattare dopo un intervento di mastoplastica?

L’allattamento dopo l’intervento di mastoplastica è possibile e raccomandato. Vi sono studi scientifici che garantiscono la totale sicurezza per il bambino. Vi è anche un effetto psicologico positivo sulla madre. Raramente la capacità di allattamento è diminuita dopo la mastoplastica.

Conviene fare la mastoplastica prima o dopo l’allattamento?

La gravidanza e l’allattamento producono dei cambiamenti nella struttura anatomica del seno che richiedono mesi per il ripristino delle condizioni originarie. L’intervento di mastoplastica può essere eseguito dopo almeno sei mesi dalla fine dell’allattamento o della gravidanza nel caso che non si allatti. La mastoplastica additiva, il miglioramento del seno risponde ad un’esigenza di femminilità ed eleganza, ad una necessità di completamento della propria condizione di donna; in quanto tale, non vi è un momento migliore di altri per eseguirla. Alcune giovani donne, prima della gravidanza, ottengono sicurezza e femminilità dall’intervento; altre che lo eseguono dopo la gravidanza, ne ottengono un recupero della propria condizione. L’accento va posto sulla qualità del risultato, la naturalezza, non sul quando. Il quando è quando se ne avverte la necessità. La mastoplastica additiva è un intervento per sempre.

I rischi della chirurgia plastica e l’importanza di una corretta informazione

In questa intervista ho cercato di chiarire alcuni dubbi relativi al mondo della chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva, con particolare attenzione ai rischi e ai limiti di questa branca della chirurgia.

Benchè spesso presentata dai media come chirurgia del benessere, alla stregua di un bene di consumo senza rischi, così non è. Si tratta, infatti, pur sempre, di chirurgia e, come qualsiasi altro intervento, anche quelli pertinenti all’estetica possono presentare delle complicazioni.
Certamente, è una chirurgia “elettiva”, scelta dal paziente per correggere un difetto o per migliorare il proprio aspetto, e quindi eseguita nei confronti di soggetti non affetti da patologie per le quali l’intervento chirurgico risulti necessario. Di conseguenza, i rischi sono meno frequenti e meno gravi, ma esistono e non vanno negati.

Il primo approccio tra medico e paziente deve essere all’insegna dell’informazione corretta e completa.

Ma com’è la situazione generale in Italia?

Qui per esercitare la chirurgia plastica non è richiesta nessuna specializzazione e qualunque medico può quindi esercitare quest’attività privatamente anche se non ha la formazione e l’esperienza che serve. Si tratta di una grande carenza del nostro sistema sanitario e la Sicpre sta cercando di aprire un tavolo tecnico sulla chirurgia plastica presso il Ministero della Salute in modo da stabilire delle regole precise.

In attesa di queste regole, per evitare di cadere nella trappola di un medico che fa sembrare tutto facile e senza rischi, meglio fare un check up completo del professionista a cui affidarsi.
Controllare il sito internet, verificare il curriculum in modo da capire qual è la sua formazione ed esperienza, sentire più di un parere aiuta aiuta indubbiamente a chiarirsi le idee.
La cosa più importante, però, è il contatto diretto con il medico: già dopo un primo colloquio si può intuire la personalità e la professionalità del chirurgo, e ciò sia dal punto di vista della competenza medica che dell’aspetto psicologico.
Mai scegliere comunque solo sulla base della pubblicità più accattivante o del prezzo più basso. Per risparmiare, infatti, molte donne si affidano a mani straniere nei Paesi dell’Est o in Tunisia, Brasile, Argentina, Indonesia, pagando talvolta un prezzo più alto in termini di salute.

Recuperare dai bagordi vacanzieri!

La vita è un percorso difficile e sconosciuto che intraprendiamo il più delle volte senza una totale consapevolezza del nostro agire, ma sempre (o quasi) ci sentiamo pervasi dal desiderio di migliorarci. E’ una tensione che ci accompagna nel nostro vivere quotidiano e che, vissuta in modo sano ed equilibrato, non vuol dire entrare in perenne competizione con gli altri, ma cercare di valorizzare e superare noi stessi.

La volontà di migliorare investe ogni ambito della vita, ma vogliamo, con sana leggerezza, concentrare l’attenzione sul nostro campo di interesse: l’estetica. Le vacanze di Natale, il cenone di Capodanno, la calza della Befana hanno messo a dura prova la nostra forma fisica!  Ma, come diceva Orazio, “Dulce est desipere in loco”, è cosa dolce ammattire a tempo opportuno: non è, quindi, un problema lasciarsi andare ogni tanto e godere del cibo, del buon vino e della piacevole compagnia di parenti e amici. Basta infatti pochissimo per recuperare dai bagordi vacanzieri!

La regola aurea è procedere con equilibrio: migliorare il proprio stile di vita un passo alla volta, un giorno dopo l’altro, gradualmente, fino a quando non percepiremo più certe accortezze come un sacrificio, ma come un caposaldo abituale della nostra quotidianità. Camminiamo di più, facciamo le scale ogni tanto, stimoliamo il nostro metabolismo con un’attività fisica moderata, ma costante, e soprattutto trattiamo bene il nostro corpo perché è l’unico che abbiamo. Se poi ci rimane qualche piccolo difetto con cui non conviviamo bene, le tecniche e le metodiche sempre più avanzate e miniinvasive della chirurgia plastica sono al nostro servizio e ci permettono di superare anche i “rotolini” più resistenti!

bagordi