La chirurgia estetica non è un burqa di carne

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La Chirurgia Estetica non è un burqa di carne, ma uno strumento di libertà e benessere. Parola di Papa Pio XII (e della Sicpre).
La SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, prende posizione contro l’espressione usata dal Cardinale Gianfranco Ravasi durante la conferenza stampa del Pontificio Consiglio per l’assemblea plenaria convocata dal 4 al 7 febbraio 2015.

E lo fa, anche e soprattutto, ricordando il discorso pronunciato da papa Pio XII in occasione del congresso nazionale SICPRE (Roma, 1958), improntato alla massima apertura verso la cura anche estetica di sé, nel nome di una bellezza che è un bene, in quanto a immagine e somiglianza di quella di Dio. Secondo Pio XII, il desiderio di acquisire la perfezione estetica, andando quindi ben oltre l’eliminazione di un brutto difetto che rende difficile relazionarsi con gli altri, non è in sé moralmente buono, né cattivo, “ma soltanto le circostanze, alle quali in concreto nessun atto può sottrarsi, gli daranno il valore morale di bene o di male, di lecito o di illecito. Ne deriva che la moralità degli atti che riguardano la Chirurgia Estetica deriva dalle circostanze concrete dei singoli casi”.

Sono passati quasi sessant’anni, ma è questa – non quella espressa qualche giorno fà – la posizione moderna, documentata e profonda sulla chirurgia estetica. Secondo chi la pratica per professione, la chirurgia estetica (che è una branca della chirurgia plastica, come lo è la chirurgia ricostruttiva) è una possibilità per migliorare la vita, rendendo persone che non si sentono a proprio agio nella loro pelle e nel loro corpo più serene e più sicure. “La nostra esperienza di chirurghi plastici pullula di casi di donne e uomini che dopo aver corretto un difetto o attenuato i segni lasciati dal tempo sono diventate veramente se stesse. – dice Fabrizio Malan, presidente della SICPRE, la Società che raduna l’80% dei chirurghi plastici nel nostro Paese -. Questo è esattamente il contrario del burqa, uno strumento di limitazione della libertà personale, di omologazione.

Il discorso, ovviamente, vale per una chirurgia estetica scelta consapevolmente da persone mature e informate, il cui desiderio è appunto quello, totalmente lecito, di un maggior benessere, non dell’omologazione a un modello imposto da chissà chi”.

“Burqa di carne” è un’espressione contenuta nella Traccia di lavoro per l’Assemblea Plenaria sul tema “Le culture femminili: uguaglianza e differenza”, documento in cui si legge: “La chirurgia estetica può essere inquadrata come una tra le tante possibili manipolazioni del corpo che ne esplorano i limiti rispetto al concetto di identità. Una specificità che nel mondo contemporaneo è sottoposta a pressioni fino al punto da provocare patologie (dismorfofobia, disturbi alimentari, depressione…) o “amputare” le possibilità espressive del volto umano così connesse con le capacità empatiche.
La chirurgia estetica, quando non è medico-terapeutica, può dunque esprimere aggressione all’identità femminile, mostrando il rifiuto del proprio corpo in quanto rifiuto della “stagione” che si sta vivendo”.

”Il riferimento all’amputazione delle possibilità espressive del volto umano è chiaramente un riferimento ai trattamenti per le rughe, ma si tratta di un’affermazione estremizzata – dice ancora Malan -. Nella grande maggioranza dei casi, al contrario, questi trattamenti ben eseguiti permettono al viso di ritrovare la sua espressività, eliminando quell’espressione corrucciata e imbronciata che è conseguenza del fatto che, con il passare del tempo, i muscoli mimici perdono la capacità di rilassarsi completamente. L’espressione triste e corrucciata di molte persone in là negli anni non è la loro vera espressione, né corrisponde a quello che desiderano esprimere.
È una conseguenza di un elemento fisiologico che, paradossalmente, limita e altera il reale e libero messaggio di ognuno”. Un deciso no anche per quanto riguarda il rifiuto dei segni lasciati dall’età. “È estremamente pericoloso definire in senso negativo ogni intervento atto ad attenuare gli effetti dell’invecchiamento – dice ancora Malan – perché di questo passo anche la cura delle malattie diventa un rifiuto dell’accettazione della propria condizione. Mi permetto di suggerire a chi ha stilato il documento di rileggere il discorso che Pio XII fece ai partecipanti al Congresso Nazionale della SICPRE del 1958. L’intero discorso è interessante e profondo, ma alcuni passaggi sono particolarmente significativi e, a meno che non vengano rifiutati per motivi che francamente ignoro, rappresentano la miglior e più autorevole risposta ai contenuti del sopraccitato documento”.

Eccone alcuni passi: La coscienza cristiana di fronte allo sviluppo della chirurgia estetica “…Lo sviluppo del tutto recente della Chirurgia Plastica, e più propriamente Estetica, ha tenuto vivo per molto tempo, nella coscienza cristiana, l’interesse intorno alla liceità dei suoi interventi, particolarmente di quelli indirizzati, non tanto al ripristino funzionale, quanto ad ottenere un positivo abbellimento della persona, ad esempio, con la modifica dei tratti fisionomici, o, semplicemente, con l’ablazione delle rughe sopravvenute per l’usura naturale del tempo.
La bellezza fisica dell’uomo, manifestata principalmente dal volto, è in sè stessa un bene, quantunque subordinato ad altri beni superiori, e pertanto pregevole e desiderabile. Essa è, infatti, un’impronta della bellezza del Creatore, perfezione del composto umano, normale sintomo della sanità fisica”. Il valore della bellezza secondo il cristianesimo “Ora, non vi è dubbio che il cristianesimo e la sua morale non hanno mai condannato, come illecita in sè, la stima e la cura ordinata della bellezza fisica” “Si faccia l’ipotesi di un individuo, che chieda alla Chirurgia Estetica il perfezionamento dei suoi tratti, già conformi ai canoni della normale estetica escludendo ogni intenzione non retta, qualsiasi rischio alla sanità ed ogni altro riflesso contrario alla virtù, ma solo — purché una ragione è ben necessario che si dia — per la stima della perfezione estetica e per il godimento del suo possesso. Quale sarà il giudizio della morale cristiana? Tale desiderio od atto, come è presentato dall’ipotesi, non è in sé moralmente buono, né cattivo, ma soltanto le circostanze, alle quali in concreto nessun atto può sottrarsi, gli daranno il valore morale di bene o di male, di lecito o di illecito. Ne deriva che la moralità degli atti che riguardano la Chirurgia Estetica dipende dalle circostanze concrete dei singoli casi”.

L’opinione di Pio XII dell’attività dei chirurghi plastici ed estetici “Da questi accenni si può agevolmente arguire quanto sia importante, delicata e meritoria la vostra professione. Come espressione del mirabile progresso compiuto in questi ultimi tempi dalle scienze mediche, la Chirurgia Plastica ne corona, per dir così, la benefica opera, restituendo armonia e decoro alle membra, e talora anche allo spirito. Quanti animi, avviliti da complessi d’inferiorità e quasi impediti nella loro attività, ritrovano serenità e dinamismo di vita nelle vostre abili e fraterne mani. Quanti volti di figli di Dio, cui la sventura ha negato il dono di rispecchiare la sua bellezza, riacquistano il perduto sorriso dalla vostra scienza ed arte”.

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Sfatiamo un po’ di luoghi comuni sulla mastoplastica!

L’intervento di mastoplastica additiva o riduttiva è spesso visto con paura dalle donne che temono di non potere allattare, di avere delle grosse cicatrici o di dover sostituire le protesi dopo anni. Sfatiamo allora un po’ di miti e luoghi comuni sulla mastoplastica.

Si può aumentare il seno senza chirurgia? Come? Con quali risultati?

Oggi si preferisce parlare di mastoplastica additiva come intervento di miglioramento della forma e del volume del seno, piuttosto che come mero ingrandimento del seno. Il concetto primario è ottenere un risultato naturale, il seno aumentato deve sembrare naturale. Questo risultato può essere ottenuto mediante il riempimento del seno con il proprio grasso (lipofilling), oppure con la protesi di silicone. Dall’aprile 2012 non è più possibile migliorare la forma del seno con l’acido ialuronico, sembra infatti che questa sostanza impedisca un’attenta lettura delle ecografie e mammografie.

È vero che non ci si può sottoporre all’intervento di mastoplastica d’estate?

L’intervento di mastoplastica può essere eseguito in qualunque momento dell’anno; anzi d’estate vi sono molte più richieste perché il paziente desidera far mostra del nuovo decolleté. Certo bisogna essere consapevoli che dopo l’intervento occorre un periodo di convalescenza di diverse settimane e l’attività ricreativa al mare è limitata.

Le cicatrici sono visibili?

Le cicatrici della mastoplastica additiva sono generalmente poco visibili, sempre più spesso si tende a nasconderle all’interno dell’areola dove si confondono perfettamente.

Per l’intervento di riduzione del seno è necessario inserire una protesi?

La riduzione del seno non richiede l’uso di protesi; il tessuto mammario viene ripiegato su se stesso (conizzazione) producendo un rigonfiamento (autoprotesi autologa) che simula il rigonfiamento di una protesi.

Che durata hanno le protesi? È vero che bisogna cambiarle dopo un tot di anni?

Grandissimi passi avanti sono stati fatti nei materiali e nelle tecnologie impiegati per la produzione delle moderne protesi mammarie. Le protesi di ultima generazione non vanno sostituite e sono garantite dalla casa produttrice per la durata di vita del paziente. Bisogna utilizzare solo le protesi di altissima qualità che offrono un certificato di garanzia ed una targhetta di tracciabilità. Inoltre sono obbligatori controlli medici e strumentali periodici. Le protesi mammarie di moderna generazione non vanno sostituite ma controllate periodicamente.

Si può allattare dopo un intervento di mastoplastica?

L’allattamento dopo l’intervento di mastoplastica è possibile e raccomandato. Vi sono studi scientifici che garantiscono la totale sicurezza per il bambino. Vi è anche un effetto psicologico positivo sulla madre. Raramente la capacità di allattamento è diminuita dopo la mastoplastica.

Conviene fare la mastoplastica prima o dopo l’allattamento?

La gravidanza e l’allattamento producono dei cambiamenti nella struttura anatomica del seno che richiedono mesi per il ripristino delle condizioni originarie. L’intervento di mastoplastica può essere eseguito dopo almeno sei mesi dalla fine dell’allattamento o della gravidanza nel caso che non si allatti. La mastoplastica additiva, il miglioramento del seno risponde ad un’esigenza di femminilità ed eleganza, ad una necessità di completamento della propria condizione di donna; in quanto tale, non vi è un momento migliore di altri per eseguirla. Alcune giovani donne, prima della gravidanza, ottengono sicurezza e femminilità dall’intervento; altre che lo eseguono dopo la gravidanza, ne ottengono un recupero della propria condizione. L’accento va posto sulla qualità del risultato, la naturalezza, non sul quando. Il quando è quando se ne avverte la necessità. La mastoplastica additiva è un intervento per sempre.

I rischi della chirurgia plastica e l’importanza di una corretta informazione

In questa intervista ho cercato di chiarire alcuni dubbi relativi al mondo della chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva, con particolare attenzione ai rischi e ai limiti di questa branca della chirurgia.

Benchè spesso presentata dai media come chirurgia del benessere, alla stregua di un bene di consumo senza rischi, così non è. Si tratta, infatti, pur sempre, di chirurgia e, come qualsiasi altro intervento, anche quelli pertinenti all’estetica possono presentare delle complicazioni.
Certamente, è una chirurgia “elettiva”, scelta dal paziente per correggere un difetto o per migliorare il proprio aspetto, e quindi eseguita nei confronti di soggetti non affetti da patologie per le quali l’intervento chirurgico risulti necessario. Di conseguenza, i rischi sono meno frequenti e meno gravi, ma esistono e non vanno negati.

Il primo approccio tra medico e paziente deve essere all’insegna dell’informazione corretta e completa.

Ma com’è la situazione generale in Italia?

Qui per esercitare la chirurgia plastica non è richiesta nessuna specializzazione e qualunque medico può quindi esercitare quest’attività privatamente anche se non ha la formazione e l’esperienza che serve. Si tratta di una grande carenza del nostro sistema sanitario e la Sicpre sta cercando di aprire un tavolo tecnico sulla chirurgia plastica presso il Ministero della Salute in modo da stabilire delle regole precise.

In attesa di queste regole, per evitare di cadere nella trappola di un medico che fa sembrare tutto facile e senza rischi, meglio fare un check up completo del professionista a cui affidarsi.
Controllare il sito internet, verificare il curriculum in modo da capire qual è la sua formazione ed esperienza, sentire più di un parere aiuta aiuta indubbiamente a chiarirsi le idee.
La cosa più importante, però, è il contatto diretto con il medico: già dopo un primo colloquio si può intuire la personalità e la professionalità del chirurgo, e ciò sia dal punto di vista della competenza medica che dell’aspetto psicologico.
Mai scegliere comunque solo sulla base della pubblicità più accattivante o del prezzo più basso. Per risparmiare, infatti, molte donne si affidano a mani straniere nei Paesi dell’Est o in Tunisia, Brasile, Argentina, Indonesia, pagando talvolta un prezzo più alto in termini di salute.

Che cos’è la bellezza?

Cos’è la bellezza?

La bellezza è di per sé un concetto sfuggente e di incerta definizione. Di sicuro possiamo dire che è storicamente e geograficamente determinata: i canoni estetici prevalenti nell’antica Roma, nel Medioevo o nell’America dei Maya e degli Aztechi sono radicalmente diversi tra loro e decisamente distanti da quelli attuali.

La bellezza è negli occhi di chi guarda, si dice. Ma gli occhi di chi guarda sono sempre condizionati da criteri di giudizio variabili in base alle idee sociali dominanti in un dato luogo e in un certo tempo. Da ciò derivano trucchi e stratagemmi con cui cerchiamo di rispettare i canoni estetici della nostra epoca: siano essi mainstream o di nicchia, li seguiamo perchè vogliamo ottenere un riconoscimento sociale.

Per questo ci tagliamo e tingiamo i capelli, seguiamo le ultime tendenze in fatto di moda, ci lasciamo trascinare nel favoloso vortice di scarpe, borse e gioielli, per non parlare dell’attenzione con cui curiamo il nostro corpo, dall’alimentazione all’attività fisica, che ci consentono non solo di adeguarci al canone estetico dominante, ma anche, e soprattutto, di mantenerci in salute.

La medicina e la chirurgia estetica si inseriscono in questo quadro in quanto contengono in sè la possibilità tecnica di effettuare modifiche più strutturali di un velo di rimmel.

L’estetica però deve coniugarsi con l’etica ed essere espressione di eleganza e stile.

Avere stile oggi non è semplice e non è scontato, sia per un chirurgo che per un paziente:  le tecniche e le metodiche a nostra disposizione sono molteplici ed estremamente diversificate; d’altra parte, il bombardamento, da parte dei media, di immagini di donne e uomini piuttosto stereotipati a dire il vero, ma vicini alla perfezione secondo i canoni attuali, crea nel paziente aspettative talvolta ai limiti della realizzabilità.

Dal mio punto di vista, il chirurgo plastico è un po’ come il bravo sarto di una volta con il talento dello stilista: deve essere capace di cucire su misura un abito adatto al paziente, ma anche di “vedere oltre”, individuando il trattamento più idoneo in base alla fisionomia, quindi alle caratteristiche anatomiche e strutturali, ai desideri e, perchè no, alla personalità del paziente.
Il nostro è un lavoro in cui la competenza e la capacità tecnica del medico-chirurgo si legano indissolubilmente con la fantasia e il senso estetico dell’artista. Come lo scultore lavora la materia grezza, ricavandone figure armoniose, e il pittore approccia la tela bianca imprimendovi, col tocco calibrato del suo pennello, l’immagine che ha elaborato nella sua mente, allo stesso modo il chirurgo plastico utilizza le sue conoscenze e le sue abilità per correggere difetti e valorizzare la bellezza individuale.

Bellezza e stile, dunque, vanno a braccetto.
A ciascuno il compito di elaborare il proprio stile, unico e personale; a noi chirurghi il dovere di aiutare tecnicamente e consigliare artisticamente il metodo migliore per raggiungere un certo risultato. Non esiste un’unica bellezza e a maggior ragione non esiste un unico modello; esiste, però, la possibilità di migliorare il proprio aspetto esteriore, affidandosi ad un chirurgo scrupoloso che sappia dosare ingredienti diversi: la tecnica, l’estetica e…tanta capacità di ascoltare!

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Secondo la Società Americana di Chirurgia Plastica i trattamenti estetici e chirurgici sono in aumento. 6.3 milioni di trattamenti botulinici nel 2013…..

Nel 2013 la chirurgia estetica americana è cresciuta, anche se con numeri contenuti (+1% per gli interventi di chirurgia estetica, + 3 % per le procedure non invasive). L’ASPS, American Society of Plastic Surgeons (la più prestigiosa società di chirurgia plastica, dal 2013 gemellata con la SICPRE) comunica i dati dell’ultimo anno, raffrontandoli con quello precedente e con l’anno 2000.

Le procedure chirurgiche più richieste Oltreoceano sono la mastoplastica additiva (290.224 interventi nel 2013, con un incremento dell’ 1% rispetto al 2012), la rinoplastica (221.053%, -9%), la blefaroplastica (215.641, + 6%), la liposuzione (199.817, -1%) e il lifting (133.320, + 6%).Tra gli interventi in crescita più rapida (+ 70% dal 2000 al 2013) c’è il cosiddetto lifting del seno, la mastopessi. «È l’intervento ideale – spiega il professor Riccardo Mazzola, presidente della SICPRE –  per quelle pazienti dotate di una buona qualità di tessuti mammari e soprattutto di un adeguato quantitativo di ghiandola, scivolata a causa delle gravidanze o dell’età. Queste pazienti traggono beneficio da un rimodellamento, in genere senza la necessità di impiantare una protesi. L’impiego di nuove tecniche, con incisioni più ridotte e di conseguenza con cicatrici molto meno visibili, ha reso l’intervento più allettante e sempre più richiesto, anche in Italia”.

Da notare anche la forte preferenza del mercato americano per le procedure non invasive. Dal 2000 al 2013, infatti, gli interventi di chirurgia estetica sono diminuiti del 12%, mentre nello stesso lasso di tempo i trattamenti ”minimally invasive” hanno registrato un aumento del 144%.

Nelle tabelle qui sotto, le prime 5 procedure chirurgiche e non chirurgiche eseguite negli States. Per consultare l’intera ricerca: http://www.plasticsurgery.org

PROCEDURE ESTETICHE CHIRURGICHE  2013 VARIAZIONE 2013-2012 VARIAZIONE 2013-2000
Mastoplastica additiva 290.224 + 1% + 37%
Rinoplastica 221.053 – 9% – 43 %
Blefaroplastica 215.641 + 6% – 34 %
Liposuzione 199.817 -1 % -44%
Lifting 133.320 + 6 % Nessuna variazione
PROCEDURE ESTETICHE

NON INVASIVE

 2013 VARIAZIONE 2013-2012 VARIAZIONE 2013-2000
Tossina botulinica di tipo “A” 6,3 milioni + 3% + 703 %
Filler 2,2 milioni + 13% + 243 %
Peeling chimico 1,2 milioni + 3% + 1 %
Depilazione laser 1,1 milioni – 4% + 46%
Microdermoabrasione 970.000 Nessuna variazione + 12 %thth-1

Recuperare dai bagordi vacanzieri!

La vita è un percorso difficile e sconosciuto che intraprendiamo il più delle volte senza una totale consapevolezza del nostro agire, ma sempre (o quasi) ci sentiamo pervasi dal desiderio di migliorarci. E’ una tensione che ci accompagna nel nostro vivere quotidiano e che, vissuta in modo sano ed equilibrato, non vuol dire entrare in perenne competizione con gli altri, ma cercare di valorizzare e superare noi stessi.

La volontà di migliorare investe ogni ambito della vita, ma vogliamo, con sana leggerezza, concentrare l’attenzione sul nostro campo di interesse: l’estetica. Le vacanze di Natale, il cenone di Capodanno, la calza della Befana hanno messo a dura prova la nostra forma fisica!  Ma, come diceva Orazio, “Dulce est desipere in loco”, è cosa dolce ammattire a tempo opportuno: non è, quindi, un problema lasciarsi andare ogni tanto e godere del cibo, del buon vino e della piacevole compagnia di parenti e amici. Basta infatti pochissimo per recuperare dai bagordi vacanzieri!

La regola aurea è procedere con equilibrio: migliorare il proprio stile di vita un passo alla volta, un giorno dopo l’altro, gradualmente, fino a quando non percepiremo più certe accortezze come un sacrificio, ma come un caposaldo abituale della nostra quotidianità. Camminiamo di più, facciamo le scale ogni tanto, stimoliamo il nostro metabolismo con un’attività fisica moderata, ma costante, e soprattutto trattiamo bene il nostro corpo perché è l’unico che abbiamo. Se poi ci rimane qualche piccolo difetto con cui non conviviamo bene, le tecniche e le metodiche sempre più avanzate e miniinvasive della chirurgia plastica sono al nostro servizio e ci permettono di superare anche i “rotolini” più resistenti!

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Il dott. Gherardini per “Operation Smile Italia Onlus”

Da diversi anni svolgo attività di volontariato presso “Operation Simile Italia Onlus”, mettendo la mia esperienza nella chirurgia ricostruttiva del volto al servizio dei meno fortunati.

Come potrete scoprire guardando il video: talvolta un “semplice” intervento può cambiare l’esistenza di un bambino.

Se vuoi contribuire anche tu, puoi effettuare una donazione al seguente LINK