Il chirurgo del sorriso!

Benchè negli ultimi anni, grazie ad una corretta informazione, si stiano allontanando molti luoghi comuni e pregiudizi legati alla chirurgia plastica, qualcosa resiste ancora.
Troppo spesso, infatti, si associa la chirurgia plastica all’idea di vanità fine a se stessa, di frivolezza o, comunque, la si considera una “chirurgia del superfluo”, trascurando il ruolo importantissimo che, all’interno di questa branca chirurgica, assume la parte “ricostruttiva”.

La mia chirurgia plastica, oltre al miglioramento estetico, si occupa della riparazione di parti del corpo deformate o danneggiate da malformazioni o da agenti esterni. E proprio la chirurgia ricostruttiva rappresenta una sfida straordinaria, significa restituire una vita dignitosa, con tutto il suo bagaglio di sfumature e possibilità.

Come altri colleghi, sono impegnato da anni, nell’ambito dell’organizzazione umanitaria internazionale “Operation Smile”, nella cura della labiopalatoschisi, una malformazione congenita che colpisce una considerevole parte dei neonati nei paesi del terzo mondo.
Questo tipo di malformazione del volto condiziona l’esistenza e la vita di relazione dei bambini, in alcuni casi persino la loro sopravvivenza. La cosa sorprendente è che loro non ne hanno consapevolezza: sorridono e  ridono con una vitalità stupefacente, come se non avessero alcun problema… e invece un problema c’è, e da non sottovalutare.

C’è una grande soddisfazione nell’aiutare questi bambini che, con un semplice intervento, possono accedere ad una vita normale. Quarantacinque minuti rendono vivibile il loro futuro… Sì, appena 45 minuti: è questo il tempo che in media richiede un intervento di correzione del cosiddetto “labbro leporino”; è questo il tempo per restituire il sorriso dell’infanzia e dell’adolescenza, oltre che la speranza del futuro, nei paesi più poveri e disagiati del mondo.

Perciò, cari amici, non posso che invitarvi a sostenere Operation Smile e tutte quelle organizzazioni internazionali che si occupano di inviare nei paesi del terzo mondo medici e infermieri – nonchè farmaci e apparecchiature –  e di organizzarne e coordinarne l’operato.
E’ un universo lontano dalle luci della ribalta, ma popolato da tante persone che pongono le proprie capacità e competenze al servizio di chi non gode del benessere e degli agi cui noi occidentali siamo ormai abituati.

operation smile

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