Il difficile rientro dalle vacanze!

Si rientra dalle vacanze o dai weekend al mare, e si rientra dopo aver trascorso diverso tempo in condizioni non proprio ideali per la salute della pelle. Sarà il bisogno di sentirsi finalmente riscaldate e coccolate dal sole, o magari il desiderio di rientrare a casa sfoggiando una tintarella da fare invidia… fatto sta che esporsi al sole in maniera troppo diretta porta con sé delle conseguenze che la pelle a volte fatica a digerire. E stiamo usando un eufemismo.

Per quanto riguarda l’invecchiamento della pelle, che il sole accelera, per fortuna è possibile fare qualcosa. Soprattutto in questo periodo.

I segni permanenti più evidenti (parliamo delle conseguenze di tipo estetico) sulla pelle, derivanti da una eccessiva esposizione al sole, sono principalmente secchezza, rugosità fine e comparsa di macchie brune.
Se non si prendono provvedimenti di volta in volta, sicuramente l’invecchiamento della pelle procede a passo più spedito rispetto a chi non si espone troppo al sole e utilizza protezioni adeguate. Attualmente esistono prodotti dermatologici e di medicina estetica in grado di far parzialmente regredire i danni prodotti dal sole.

I trattamenti più efficaci sono sicuramente i prodotti biorivitalizzanti iniettivi, che ristabiliscono la naturale idratazione e stimolano l’attività cellulare, i peeling superficiali e medi, che riducono le pigmentazioni anomale, esfoliano e stimolano, rinnovando lo strato cellulare danneggiato dal sole, e infine, per chi non ama i trattamenti più intensivi e preferisce una cura più soft e diluita nel tempo, ci sono alcuni programmi di creme, che aiutano a risanare la cute “maltrattata” dall’esposizione solare, e che devono essere prescritti in base alla tipologia della cute e del danno riscontrato.

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Il chirurgo del sorriso!

Benchè negli ultimi anni, grazie ad una corretta informazione, si stiano allontanando molti luoghi comuni e pregiudizi legati alla chirurgia plastica, qualcosa resiste ancora.
Troppo spesso, infatti, si associa la chirurgia plastica all’idea di vanità fine a se stessa, di frivolezza o, comunque, la si considera una “chirurgia del superfluo”, trascurando il ruolo importantissimo che, all’interno di questa branca chirurgica, assume la parte “ricostruttiva”.

La mia chirurgia plastica, oltre al miglioramento estetico, si occupa della riparazione di parti del corpo deformate o danneggiate da malformazioni o da agenti esterni. E proprio la chirurgia ricostruttiva rappresenta una sfida straordinaria, significa restituire una vita dignitosa, con tutto il suo bagaglio di sfumature e possibilità.

Come altri colleghi, sono impegnato da anni, nell’ambito dell’organizzazione umanitaria internazionale “Operation Smile”, nella cura della labiopalatoschisi, una malformazione congenita che colpisce una considerevole parte dei neonati nei paesi del terzo mondo.
Questo tipo di malformazione del volto condiziona l’esistenza e la vita di relazione dei bambini, in alcuni casi persino la loro sopravvivenza. La cosa sorprendente è che loro non ne hanno consapevolezza: sorridono e  ridono con una vitalità stupefacente, come se non avessero alcun problema… e invece un problema c’è, e da non sottovalutare.

C’è una grande soddisfazione nell’aiutare questi bambini che, con un semplice intervento, possono accedere ad una vita normale. Quarantacinque minuti rendono vivibile il loro futuro… Sì, appena 45 minuti: è questo il tempo che in media richiede un intervento di correzione del cosiddetto “labbro leporino”; è questo il tempo per restituire il sorriso dell’infanzia e dell’adolescenza, oltre che la speranza del futuro, nei paesi più poveri e disagiati del mondo.

Perciò, cari amici, non posso che invitarvi a sostenere Operation Smile e tutte quelle organizzazioni internazionali che si occupano di inviare nei paesi del terzo mondo medici e infermieri – nonchè farmaci e apparecchiature –  e di organizzarne e coordinarne l’operato.
E’ un universo lontano dalle luci della ribalta, ma popolato da tante persone che pongono le proprie capacità e competenze al servizio di chi non gode del benessere e degli agi cui noi occidentali siamo ormai abituati.

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Il seno di Venere su Up Magazine di marzo!

Su Up Magazine di marzo troverete un mio articolo dedicato alla mastoplastica additiva e, in particolare, alle ultime tendenze chirurgiche, che rendono questo intervento sempre più sicuro e soddisfacente per le pazienti.
Grande attenzione al nuovo Sistema Matrix per quanto concerne le protesi anatomiche, che attualmente possono essere conformate esattamente al seno e al torace della paziente, variando l’altezza della protesi, la larghezza della base e la proiezione.
Qui di seguito, l’articolo:
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E, poi, per le lettrici di Up un piccolo regalo: prima visita gratuita, con un consulto ampio e personalizzato. Per informazioni e prenotazioni, non esitate a chiamare il numero verde 800 105797 o a visitare il mio sito http://www.giuliogherardini.it.

Bellezza e salute: per essere belli bisogna avere un organismo sano!

Quanto si può essere belli se l’intestino non funziona bene, se fumiamo, se dormiamo
male?
Uno dei principali insegnamenti che mi sono stati dati riguarda proprio l’importanza di considerare il paziente sempre nella sua interezza: se il nostro organismo è sano, saremo anche belli!
Curando il nostro intestino, il nostro cuore, le allergie e così via, il nostro organismo sarà più sano e, ad esempio, la nostra pelle apparirà più giovane e bella.
Come dire che per migliorare una parte di noi stessi dobbiamo considerare il “tutto” senza mai perdere di vista comunque il motivo che induce il paziente a richiedere un intervento di chirurgia plastica o un trattamento di medicina estetica.
Così, anche in questi ambiti, non è più sufficiente ridurre l’attività medica a tecnica o tecnologia applicata, ma è necessario curare, consigliare e guidare la paziente in un percorso verso il raggiungimento di uno stato di salute, gradino indispensabile per poter riuscire a rallentare i segni del tempo e mantenersi belli.
Mode, libri, internet: ogni mese, anzi, ogni giorno troviamo un nuovo consiglio per
dimagrire o per essere più belli. Alcuni giusti, altri meno ma, la cosa fondamentale da
tenere sempre a mente è che non è detto che quello che va bene per una persona possa andare bene anche per un’altra
Quindi via libera ai consigli generici per la buona salute ma poi c’è il medico che potrà ascoltarci, visitarci e proporci la cura migliore e, soprattutto, più adatta alla situazione individuale di ciascuno di noi.
Ricordiamo che, se vogliamo dimagrire, sarà bene affidarci al medico che ci saprà consigliare la dieta più adatta alle nostre esigenze e al nostro metabolismo.
Attività fisica: camminare, correre, nuotare; l’attività fisica è fondamentale ed è salutare.
Una vita regolare: il nostro corpo è una macchina fantastica ma non dobbiamo abusarne.
Una vita regolare intesa soprattutto nel senso di orari il più possibile costanti
(del ritmo sonno veglia ma anche dei pasti quotidiani, del tempo dedicato al lavoro e
di quello per il tempo libero) aiuta il nostro organismo a mantenersi in forma perché
permette il corretto funzionamento dell’asse neuro endocrino immunologico, cioè il
complesso “network” che connette il sistema nervoso centrale e periferico con il sistema
endocrino (le ghiandole che producono gli ormoni), ed il sistema immunitario (le difese dell’organismo); tutti questi sistemi interagiscono tra loro mantenendo l’omeostasi e influenzando il nostro stato di salute o di malattia.
Ma cosa chiedono le pazienti oggi al medico che si occupa di estetica?
Non chiedono di stravolgere il loro aspetto, ma di mitigare i danni del tempo.
Ecco perché è importante l’attenzione al benessere del corpo e la cura della salute.
Se desideriamo combattere l’invecchiamento, meglio cominciare andando ad
eliminare quelle cattive abitudini che sappiamo farci male, adottando uno stile
di vita più sano. Vedremo i risultati in tempi molto più brevi.
Certo, questo comporterà anche un nostro impegno quotidiano… ma sappiamo che ne vale la pena.
Il medico ha studiato per imparare a mantenere il paziente in salute e può aiutarci in questo percorso.

La bellezza è una questione di armonia!

La bellezza è una questione di armonia.

È un concetto, questo, che fortunatamente si sta diffondendo sempre più, al punto da divenire l’ultima tendenza in fatto di avvenenza: mantenere la propria bellezza e invecchiare quanto più lentamente possibile.

Concretamente che significa?
Facciamo alcuni esempi.
I seni? Non più misure esagerate per forme vistose e appariscenti, ma seni ridimensionati alla seconda o terza misura, sempre proporzionati alla struttura fisica della donna.
I glutei? Anche qui, meno sporgenze artificiose, ma glutei più piccoli e slanciati verso l’alto ad esaltare una femminilità elegante e, diremmo, quasi felina.
Girovita e fianchi? Sempre più si tende ad assottigliare il primo per aumentare la sensualità dei fianchi, vero richiamo ad una figura feconda e prospera.
E le gambe? Beh, le gambe con la bella stagione tornano protagoniste, ma non è facile trovare un flessuoso equilibrio di forme per averle tornite e sottili nei punti giusti. Che fare? Ottima la liposuzione per caviglie e ginocchia e trattamenti come la carbossiterapia per contrastare la cellulite e riattivare il micro circolo venoso.

Volersi migliorare a volte significa semplicemente voler vivere meglio, rassicurarsi.

Chirurgia e medicina estetica come possono migliorare la vita, a condizione però di non distogliere mai lo sguardo dallo spirito, che va anch’esso nutrito con viaggi, letture, buon cibo e tanta compagnia.

Riscopriamo la nostra bellezza, senza tentare di diventare qualcun altro, ma amandoci di più!

10 marzo

Seno nuovo, ma naturale!

La mastoplastica additiva non punta più solo sul volume, ma sul miglioramento del seno.
Il risultato è naturale al punto da poter ingannare anche un occhio esperto.

“Voglio sentirmi bene con il mio corpo”: è la principale richiesta che le pazienti fanno al chirurgo estetico.
“L’ho fatto per me”, “Adesso mi sento a mio agio”: sono i commenti più comuni dopo un intervento di miglioramento del seno.

Archiviati i tempi in cui si ricercavano forme esagerate, “artificiali”, oggi la filosofia che guida gli interventi di chirurgia plastica è quella della naturalezza: una volta operata, la paziente deve essere indistinguibile da una qualsiasi bella donna che incontriamo per strada, nei bar o in un ristorante.

La mastoplastica additiva, l’intervento per aumentare il volume del seno, è uno degli interventi di chirurgia estetica maggiormente richiesti ed eseguiti nel mondo.

Non si tratta semplicemente di ingrandire, ma di migliorare.
In passato, quando si puntava solo al volume, al mare tutti ci accorgevamo della differenza tra un seno “vero” e uno “ritoccato”; oggi i due seni dovrebbero essere distinguibili solo dall’occhio di un esperto.

Un’eccellenza di risultati che si spiega con la specializzazione.

Personalmente, ho scelto di specializzarmi nella chirurgia del seno in tutte le sue sfaccettature, raffinando sempre più la tecnica chirurgica, ponendo estrema attenzione alla qualità dei materiali delle protesi e aggiornandomi costantemente. D’altra parte, la chirurgia è sempre in progress, in continua evoluzione, e noi chirurghi dobbiamo seguirne e approfondirne gli sviluppi, per offrire ai nostri pazienti il meglio di quanto oggi esiste in campo internazionale.

Operiamo tenendo presente la tridimensionalità del seno: misuriamo i diametri, l’altezza, la proiezione del seno, e utilizziamo protesi anatomiche a goccia, scelte sulla base di queste specifiche caratteristiche e quindi, personalizzabili da donna a donna.
Esiste, infatti, la possibilità di variare l’altezza, la larghezza della base, la proiezione della protesi, e di utilizzare una protesi conformata esattamente per il seno e per il torace della paziente.

Anche la sicurezza e la durata delle protesi sono cambiate sensibilmente. In passato, si diceva che dovessero essere sostituite ogni 10-15 anni; le protesi anatomiche di oggi sono costruite per durare teoricamente tutta la vita.

E la vita cambia davvero: viene affrontata con più disinvoltura e sicurezza. Indossare un abito scollato, andare in palestra e al mare, non temere più gli sguardi degli altri…

Piacersi…basta volerlo!

 


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Come scegliere lo specialista giusto per evitare sgradevoli imprevisti?

Plasmare il corpo per renderlo più bello. Correggere le imperfezioni e attenuare i segni che il tempo inevitabilmente impone. O riportare all’integrità un parte di noi lesionata da una malattia o da un trauma.
Il ricorso alla chirurgia plastica è ormai, per le più svariate esigenze, routine.

Ma la domanda di fondo è: come scegliere lo specialista giusto per evitare sgradevoli imprevisti?

Innanzitutto, bisogna accertarsi che il medico prescelto sia effettivamente un chirurgo plastico. Può sembrare incredibile, ma c’è chi pratica questa professione, delicatissima, senza avere le necessarie competenze. Uno strumento pratico ed efficace per verificarlo è visitare il sito della Sicpre (www.sicpre.it), la Società italiana di Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica: raduna la stragrande maggioranza degli specialisti.

Una volta approdati poi nell’ambulatorio del chirurgo, per valutare la sua professionalità, cruciale è il modo in cui si svolge la visita.
Lo specialista serio ascolta con attenzione la persona e pone quesiti sul suo stato generale di salute, su eventuali allergie, nonchè sui farmaci che sta assumendo.
Chiede le ragioni che hanno spinto il paziente a decidere di sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica, anche perchè queste possono essere non solo di natura estetica, ma avere talvolta anche una matrice psicologica.
Ma non solo: un chirurgo serio indica sempre con chiarezza gli esami da fare prima dell’operazione, gli eventuali rischi e i tempi di ripresa, e sottopone alla firma del paziente il cosiddetto “consenso informato”, il documento che illustra in maniera dettagliata tutte le possibili complicazioni dell’intervento.

Resta sempre fondamentale il fattore empatia: tra chirurgo e paziente deve scattare la “scintilla”…no, non parliamo di amore, ma almeno di una sorta di umana simpatia, condita da una buona dose di fiducia!

Infine, quando si arriva a pronunciare il fatidico “sì” all’intervento, bisogna informarsi bene sulla struttura in cui si verrà operati, anche se si prevede solo un’anestesia locale o un regime di day hospital.